
 | Temi trattati |  | :: :: :: :: ::
|  | |  |
 | Iniziative |  | :: :: :: :: :: :: :: ::
|  | |  |
| | Home
 | E davvero necessaria tanta luce? da "tra Terra e Cielo" |
E davvero necessaria tanta luce? Impariamo a inquinare meno nel dossier:
PROTEGGERE L’AMBIENTE DALLA LUCE. Nella storia dell’uomo il buio e le tenebre sono sempre stati visti come qualcosa di negativo da temere e da combattere.
La tecnologia ha fornito...
| ......gli strumenti per fare luce e si è pensato perfino di mettere in orbita intorno alla Terra uno specchio per riflettere la luce del sole anche di notte. Ma la luce che illumina le strade e le piazze finisce per far luce anche verso l’alto. Inquinamento luminoso, così lo definiscono gli astrofili, ed è la causa principale del trasferimento di tanti osservatori – come ad esempio quello di Roma – dalle illuminate città alle periferie deserte. Per inquinamento luminoso definiamo l’irraggiamento di luce artificiale che si disperde al di fuori delle aree e dei soggetti a cui è destinato, ma anche quella radiazione che è orientata e dispersa verso l’ambiente circostante e verso l’atmosfera; i primi dati relativi a questo fenomeno sono stati diffusi all’inizio degli anni ’70. I satelliti dell’Aeronautica Militare statunitense scattarono le prime istantanee notturne della Terra vista dallo spazio, e l’indicatore di questo fenomeno in Italia era, ad esempio, il fatto che non fosse possibile vedere la Via Lattea in prossimità dei centri urbani.
Ma quello che ambientalisti e astrofili romantici denunciano come forma di inquinamento è, in realtà, una grave minaccia per l’ecosistema e la sfera esistenziale dell’uomo che oltre a compromettere la visione della volta stellata provoca danni all’uomo e all’ambiente: alterando gli equilibri e il naturale ciclo giorno/notte.
E anche se di inquinamento luminoso non si muore, possiamo rispolverare la “Dichiarazione universale dei Diritti dell’Umanità dell’Unesco”, e batterci affinché noi e le generazioni future abbiamo diritto di una Terra indenne, non contaminata e ad un cielo puro.
Emblematico è il caso di un parco pubblico troppo illuminato, negli Stati Uniti, nel quale alcuni orsi, infastiditi dalla troppa luce, hanno distrutto numerosi lampioni manifestando una aggressività insolita. In Italia invece e precisamente a Mestre, un gallo, confuso dall’eccessiva luce, canta di notte anticipando di parecchie ore la tradizionale sveglia delle 6!
Dal folclore si passa agli studi dell’Università di Padova, dove al dipartimento di Biologia uno studio ha dimostrato che le sorgenti luminose artificiali sono responsabili di un micro-clima che prolunga il periodo vegetativo delle piante.
Nelle città ad esempio, gli alberi posti vicino ai lampioni restano verdi più a lungo. Lo studio ha anche coinvolto il regno animale per il quale si è osservato che le cicliche migrazioni degli uccelli possono essere deviate per effetto di intense emissioni di luce, ad esempio delle città.
Quello dei lepidotteri è un altro ordine di animali che subisce un pesante effetto di disorientamento da parte delle luci artificiali. Le falene, che impostano le loro rotte migratorie in funzione della luminosità della luna e delle stelle, sono a rischio estinzione a causa del disorientamento che provoca su di loro la concentrazione di luce artificiale. Sull’uomo la luce, durante le ore destinate al riposo, provoca disturbi che si riflettono con problemi metabolici o psichici.
Da nove anni si indice la Giornata nazionale sull’Inquinamento luminoso (quest’anno sarà il 5 ottobre), un’occasione per far conoscere l’entità del problema e per suggerire l’installazione di adeguati impianti di illuminazione notturna, anche nei giardini e nelle case private. Si tratta di soluzioni tecniche che prevedono l’impiego di sistemi di illuminazione schermati verso l’alto e lampade a bassa pressione.
La prima regola è quella di razionalizzare l’uso della luce per illuminare meglio e per risparmiare. In tempi di rischio black out elettrico e di caccia alle stelle cadenti, riteniamo importante capire come sia possibile risparmiare e illuminare meglio. Dall’illuminazione degli edifici privati fino ai lampioni dei giardini, come cittadini possiamo contribuire alla diminuzione dell’inquinamento luminoso applicando una buona tecnologia di illuminazione.
Il grosso del lavoro spetta però alle amministrazioni locali.
“Ridurre l’inquinamento luminoso significa prima di tutto risparmiare” sostiene Marcello Saponaro coordinatore del gruppo Verdi Ambiente e Società della Lombardia. “Se un comune di 50 mila abitanti, come Imola o Frosinone, scegliesse di adottare un regolamento ed una razionalizzazione di punti luce, sarebbe anche in grado di realizzare il migliore rendimento con un risparmio calcolato tra il 35 e il 40 % delle spese annuali”. Ma in che modo? “ Basterebbe applicare la vigente normativa regionale, eliminando i fari che illuminano dal basso verso l’alto i cartelloni pubblicitari e i monumenti, o ancora disattivare a orario programmato l’illuminazione che non ha carattere di sicurezza e adottare riduttori di flusso per differenziare la luminosità in base alle fasce orarie”.
Tradotto in cifre, un Comune di queste dimensioni spende circa € 300.000 per l’illuminazione pubblica e circa il 25% vengono sperperati per illuminare il cielo, mentre il 28% circa vengono spesi per il mancato utilizzo di lampade efficienti.
Ci sono Regioni più sensibili come ad esempio il Veneto che ha anticipato una proposta di legge, in discussione al Senato, sulle Misure Urgenti per il risparmio energetico, ma anche città come Scandicci (Fi) che ha approvato nel 2000 una legge per mettere reali paletti all’inquinamento luminoso. Semplici linee guida sia per la progettazione che l’esecuzione degli impianti di illuminazione esterna, ma anche la sostituzione di vecchi lampioni. Da quando l’illuminazione razionale è diventata un imperativo, i risultati si vedono: salendo sulle colline si nota la differenza tra le zone di intervento e le altre. Insegne senza riverbero, illuminazione mirata e lampade schermate non interferiscono con la luminescenza naturale.
Il cielo di oggi è circa 40 volte più luminoso di quello di un secolo fa: è sempre necessaria tanta luce? Il cielo di notte è già naturalmente illuminato, stelle e pianeti emettono e riflettono luce.
Facciamo nostro l’invito degli astrofili, quello di assumere come obbligo morale la conservazione del patrimonio del cielo stellato per le generazioni future.
Elisabetta Paglia
1/9/2003
| | 
 | Archivio |  | :: "Varianti, il Polo ricorre al Tar" dal Resto del Carlino del 30/08/03 :: Sezione articoli :: Le ultime dal mondo :: 3000 morti solo a Parigi per il caldo : di chi è la colpa? :: Concessione a Bignami :: Benvenuti nel nuovo sito di Ambientiamoci |
|  | |  |
|