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Il torrente Ghironda

  1. Dati tecnici

  2. Storia del torrente

  3. Il presente


Dati tecnici

Lunghezza Km 18
Bacino scolante Ha 3147
Affluenti rio Cavanella, diversivo Cavanella, rio Minganti, rio Casella, rio Chiesa Nuova, rio Podice
Sbocco torrente Lavino in località Forcelli

Il torrente Ghironda, classificato tra le opere idrauliche di 2° categoria nella sua ultima parte (cioè nel tratto Ponte via Alvisi - sfocio in Lavino, di 4,85 Km), trae origine dalla bassa collina emiliana sovrastante gli abitati di Zola Predosa e Anzola dell'Emilia.

Nel territorio del proprio bacino si possono distinguere una ramificazione principale denominata torrente Ghironda e due secondarie denominate rio Podice e rio Cavanella.

Sia il territorio del bacino collinare del ramo Ghironda e Podice che quello di pianura di una parte del bacino del ramo Cavanella è caratterizzato dalla presenza di argille con evidenti caratteristiche d'impermeabilità; se a queste caratteristiche naturali si aggiungono le particolari modifiche che la mano dell'uomo ha eseguito sul territorio (zone impermeabilizzate da abitazioni, strade, parcheggi ecc.) risulta evidente come si sia dovuti intervenire in modo artificioso modificando nel tempo il corso e le caratteristiche naturali del torrente al fine di migliorarne la portata idraulica ed evitare esondazoni alluvionali con relativi danni a centri abitati, zone industriali e terreni agricoli.

Storia del torrente

Dalle carte storiche è possibile rilevare che tra il 1740 e il 1869 il tracciato del torrente appare sostanzialmente inalterato.

È comunque in quest'ultimo periodo che si sente la necessità di governare le naturali fasi di esondazione del torrente stesso che creano seri problemi di vivibilità al territorio circostante.

Il 20 marzo del 1865, la legge n° 2248 per l'Unificazione Amministrativa del Regno d'Italia stabiliva le norme per la costituzione di Consorzi di Difesa Idraulica.

Nel maggio del 1872, su invito del Prefetto, un'assemblea di proprietari terrieri interessati alle opere di difesa idraulica concernenti i torrenti Ghironda e Martignone deliberava di creare un apposito Consorzio.

Nel giugno successivo il Prefetto stesso approvava e sanciva la nascita del Consorzio dei difesa dei torrenti Ghironda e Martignone.

Il Consorzio eseguì, per tutta la sua durata, lavori di manutenzione ordinaria sui due torrenti, nonché opere in concessione di sistemazione degli alvei, come è testimoniato dal progetto di sistemazione generale del torrente Ghironda redatto dall'allora ingegnere d'ufficio Lodovico Pallotti.

Il Consorzio di difesa venne a cessare nel 1929.

In quell'anno, con decreto ministeriale, venivano unificate le competenze di alcuni Consorzi di difesa idraulica, fra cui anche quello relativo al Ghironda e Martignone, e veniva creato un nuovo Consorzio, accorpante quelli precedenti, che prendeva il nome di Consorzio di bonifica Reno-Samoggia, indicante le competenze sul territorio che insisteva appunto fra il fiume Reno e il torrente Samoggia.

Tale Consorzio si è occupato di fatto della bonifica, nel Comune di Anzola dell'Emilia, del territorio che insiste a nord della linea ferroviaria Bologna Milano: infatti negli anni '50, con la realizzazione dell'impianto idrovoro di Forcelli, si è potuto trasformare tale territorio da paludi pressoché stabili, o comunque soggette a frequenti allagamenti, in zone produttive agricole.

Questa trasformazione radicale del territorio si è potuta realizzare aliminando la dipendenza scolante che l'intero territorio aveva nei confronti del torrente Ghironda.

Per chiarire occorre precisare che:

Tali interventi finalizzati alla bonifica dei territori agricoli non potevano avere però alcuna influenza sul regime idraulico del Ghironda, caratterizzato da elevate portate in momenti di piena che scaricano a valle con notevole velocità le piogge cadute sulla collina e sulle zone pianeggianti pedecollinari.

Nel 1966 avvenne un'esondazione del Ghironda in prossimità di via Baiesi, e il passaggio delle acque interessò gran parte della zona abitata del capoluogo defluendo poi a valle in modo naturale secondo le caratteristiche del territorio.

Successivamente a tali eventi, negli anni 1971-73, furono realizzati dal Consorzio di Bonifica sostanziali interventi sul corso del Ghironda di propria compentenza, cioè dalla Strada Statale Bazzanese a via Alvisi, che trasformarono il torrente nel suo aspetto odierno.

Gli interventi si possono così sintetizzare:

Il presente

Ad oggi, dopo che successive leggi dello Stato hanno definito ulteriori accorpamenti di piccoli Consorzi di bonifica e difesa idraulica, si possono definire le seguenti competenze:

Territorio collinare (dalle origini alla S.S. Bazzanese) Regione Emilia-Romagna, Servizio Provinciale Difesa del Suolo, Risorse Idriche e Forestali, via dei Mille 21, Bologna
Territorio alta pianura (dalla S.S. Bazzanese a via Alvisi, Comune di Anzola) Consorzio della Bonifica Reno-Palata, via Amendola 12, Bologna
Territorio bassa pianura, tratto 2° categoria Regine Emilia-Romagna, Ufficio regionale Reno per le opere idrauliche di pianura, via Alessandrini 8, Bologna

Da quanto sopra detto si comprende chiaramente che l'intervento della mano dell'uomo ha influito in maniera radicale sull'aspetto del Ghironda in rapporto alle sue caratteristiche naturali.

È altrettanto vero che, se si considera cha in modo naturale i fiumi da sempre hanno allagato i territori di pianura, l'uomo non ha potuto far altro che regimentarli al fine di poter abitare i territori stassi.

Tale regimentazione consiste in sostanza nella costrizione delle acque all'interno di arginature artificiali che di per sè costituiscono la salvaguardia del territorio ma che, proprio perché artificiose, sono il punto debole del sistema.

La sicurezza del territorio dipende quindi da un costante controllo dello stato del torrente in tutti quegli aspetti che possono inficiare la portata idraulica stimata.

Il torrente Ghironda non si sottrae a queste fondamentali regole, ed è nostro dovere considerarlo quindi con molto rispetto per apprezzarne le caratteristiche naturalistiche durante la bella stagione e godere della sua funzionalità idraulica durante i periodi più piovosi.

Gli enti competenti sono quindi costantemente impegnati a controllarne e preservarne lo stato e a valutare periodicamente la variazione di portata idraulica che, in funzione delle incalzanti urbanizzazione del territorio, cresce costantemente.

Alla luce di ciò dobbiamo ragionevolmente pensare che in un prossimo futuro nuovi interventi sul torrente potranno variarne l'aspetto in modo purtroppo non sempre gradevole ma comunque imposto da scelte che tuteleranno la sicurezza del territorio circostante.