Il problema del cambiamento climatico

9. Risultati della conferenza di Kyoto

A livello di politica mondiale l'evento più importante degli ultimi mesi per quanto riguarda il problema del cambiamento climatico è stato la conferenza di Kyoto del dicembre 1997. Nonostante in quell'occasione siano sorte notevoli divergenze tra gli Stati partecipanti, si tratta del primo esempio di decisioni concrete prese a livello mondiale per limitare le emissioni di gas serra.

Il problema è complesso, infatti i paesi sviluppati sono di gran lunga i maggiori produttori di gas serra sia in totale che come quantità per abitante; tuttavia, soprattutto a causa della presenza di industrie obsolete, molti paesi in via di sviluppo (come la Cina) o in corso di transizione economica (Russia) producono emissioni di gas serra molto elevate rispetto alla loro effettiva produttività economica.

Stato Emissione percentuale di CO2 equivalente Emissione totale di CO2 equivalente in miliardi di tonnellate Emissione di CO2 equivalente per abitante in tonnellate Riduzione percentuale delle emissioni stabilita a Kyoto
USA 19% 4.24 17 -7%
Cina 11.9% 2.66 2.3 nessuna limitazione
Russia 9.4% 2.01 14 0
Giappone 4.9% 1.1 8.9 -6%
Germania 3.9% 0.87 11 -8%
India 3.4% 0.76 0.89 nessuna limitazione
Africa 3.2% 0.71 1.1 nessuna limitazione
America del Sud 2.7% 0.6 2 nessuna limitazione
Regno Unito 2.5% 0.56 9.7 -8%
Canada 1.8% 0.4 15 -6%
Italia 1.8% 0.4 6.9 -8%
Oceania 1.3% 0.29 11 0÷+8%

L'accordo a cui si è giunti con la conferenza di Kyoto stabilisce che i paesi sviluppati e quelli in via di transizione economica (Europa orientale) dovranno ridurre mediamente le emissioni di gas serra del 5.2% nel 2010 rispetto al 1990, con riduzioni diverse assegnate ad ogni paese.

Supponendo che i paesi in via di sviluppo continuino nel loro incremento attuale di emissioni, che è circa del 20% ogni 5 anni, si arriverà nel 2010 ad una situazione in cui i paesi in via di sviluppo produrranno emissioni totali di gas serra equivalenti a quelle dei paesi sviluppati (ma con emissioni per abitante comunque più basse). È chiaro che noi non possiamo impedire a questi paesi di attuare lo sviluppo economico che noi ci siamo concessi dal dopoguerra a oggi, per cui ciò che possiamo fare nei loro confronti è facilitarli nell'introduzione di tecnologie moderne.

In questa direzione va la decisione presa a Kyoto sulla possibilità di commerciare le quote di riduzione dei gas serra tra diversi Stati. Questo permette infatti ai paesi che già dispongono di tecnologie avanzate, e a cui sarebbe difficile ridurre ulteriormente le proprie emissioni, di investire in quei paesi in cui i processi di trasformazione dell'energia sono più obsoleti e quindi più facili da migliorare; tuttavia questa decisione può avere anche un risvolto negativo perché indurrebbe nei paesi più sviluppati l'idea che il problema della riduzione delle emissioni di gas serra possa essere ridotto a problema economico risolvibile senza un deciso cambio di stile di vita.