Per studiare la sensibilità del sistema climatico alle variazioni di alcuni suoi parametri e quindi per prevedere quale potrebbe essere il clima che ci aspetta nei prossimi decenni, la scienza sta facendo sempre più uso di modelli matematici, cioè di rappresentazioni in forma numerica dello stato del sistema climatico e delle relazioni che intercorrono tra le sue componenti. Questi modelli, che richiedono generalmente potenti elaboratori per essere risolti, sono strumenti molto sofisticati ed in continua evoluzione. Tuttavia non è sempre facile valutare la qualità delle loro previsioni pricipalmente per la presenza, nel sistema climatico, di meccanismi complessi e difficilmente rappresentabili matematicamente, come i processi che avvengono nelle nubi o la risposta della biosfera a cambiamenti atmosferici.
Ad ogni modo questi modelli sono lo strumento più avanzato che abbiamo per fare previsioni sul clima futuro e prendere di conseguenza importanti decisoni politiche, per cui vediamo cosa ci suggeriscono (IPCC'95):
| Aumenti previsti per il 2100 | ||
|---|---|---|
| Tipo di scenario | temperatura | livello degli oceani |
| Ottimista | 1 °C | 15 cm |
| Pessimista | 3.5 °C | 95 cm |
Il rapido tasso di crescita della temperatura è destinato ad avere un impatto notevole sulle foreste, specie quelle delle latitudini elevate, infatti un aumento di temperatura come quello previsto per il prossimo secolo equivarrebbe mediamente a quello che si ha spostandosi di 150-550 Km verso sud, è come se a Parigi il clima diventasse ideale per la vegetazione mediterranea; questo potrebbe quindi portare alla scomparsa di numerose specie vegetali e allo sconvolgimento di consolidati equiibri ecologici. Ciò avrebbe un ritorno negativo sulla concentrazione stessa di CO2 perché la difficoltà di crescita delle foreste in queste condizioni permetterebbe loro di fissare una minore quantità di CO2 dall'atmosfera.
Sebbene in alcune zone un aumento della temperatura possa favorire alcune attività umane, l'effetto combinato dell'innalzamento della temperatura e del livello del mare e l'aumento di incidenza degli eventi meteorologicamente estremi rappresenta una minaccia per le attività umane, specialmente per quelle legate agli equilibri biologici come agricoltura, pesca e coltura del legname.